# Il Travestitismo a Milano: Una Storia di Identità e Trasgressione
Benvenuti nel mio blog dedicato alla cultura e alla storia milanese! Oggi parliamo di un tema affascinante e spesso misconosciuto: il travestitismo, ovvero l'arte di vestirsi con abiti tipicamente associati al genere opposto. A Milano, città di moda e innovazione, questa pratica ha radici profonde, intrecciandosi con storia, teatro e lotte per i diritti. Esploriamone le nozioni storiche, focalizzandoci su eventi e figure chiave.
Il travestitismo non è un fenomeno moderno. Risale all'antichità: nell'antica Grecia e Roma, attori uomini si travestivano da donne nei teatri, poiché le donne non potevano recitare. In Italia, durante il Rinascimento, il travestitismo era comune nelle commedie dell'arte, dove maschere come Pulcinella giocavano con l'ambiguità di genere.
A Milano, una delle prime figure storiche è Francesca Scanagatta, nata nel 1776. Questa milanese si travestì da uomo per arruolarsi nell'esercito austriaco, diventando ufficiale e combattendo nelle guerre napoleoniche. La sua storia, simile a quella di Mulan, simboleggia il travestitismo come mezzo di emancipazione in un'epoca di rigide norme di genere.
Nel XIX secolo, Milano, capitale della moda, vide il travestitismo emergere nel Carnevale Ambrosiano. Durante questa festa, che dura fino al sabato dopo il Mercoledì delle Ceneri, le persone si travestivano liberamente, sfidando le convenzioni sociali. Maschere e costumi permettevano di esplorare identità fluide senza giudizi.
Il teatro milanese ha giocato un ruolo cruciale. Alla Scala, inaugurata nel 1778, i castrati – uomini con voci femminili – si esibivano in ruoli en travesti, influenzando la cultura operistica. Compositori come Verdi incorporavano elementi di travestitismo nelle loro opere, come in "Un ballo in maschera".
Nel XX secolo, il travestitismo si lega alle sottoculture queer. Negli anni '60 e '70, Milano diventa un hub per artisti e performer. Fotografe come Lisetta Carmi documentarono comunità di travestiti, anche se il suo lavoro principale fu a Genova; influenze simili si videro nella Milano underground.
Un momento pivotal è il 4 luglio 1980: una quindicina di donne trans entrarono nella piscina comunale del Lido vicino a San Siro. Si tolsero il reggiseno del costume, protestando contro documenti che non riconoscevano la loro identità. Questo atto di topless "regolare" (poiché legalmente uomini) fu la prima protesta trans organizzata in Italia, portando alla legge 164/1982 sul cambio di sesso.
Questa protesta evidenzia come il travestitismo, spesso confuso con l'identità trans, sia stato uno strumento di resistenza. Negli anni '80, Milano vede l'ascesa del movimento queer, con club come il Plastic dove drag queen e crossdresser performavano liberamente.
Oggi, Milano è aperta al travestitismo. Figure come Stefano Ferri, crossdresser milanese, sottolineano come la città faciliti l'espressione di sé. "In una città aperta come Milano è più semplice essere crossdresser che altrove", dice Ferri, che ha effeminato il suo guardaroba negli anni.
La moda milanese amplifica questo: designer come Versace e Gucci incorporano elementi gender-fluid, ispirati al travestitismo storico. Eventi come il Milano Pride includono parate con travestimenti, celebrando la diversità.
Storicamente, il travestitismo a Milano ha sfidato norme patriarcali. Durante il Fascismo, era represso, ma post-guerra riemerse nelle cabaret e nei cinema.
Negli anni '50, film come "Bellissima" di Visconti ritraevano ambiguità di genere, influenzati dalla scena milanese.
Il travestitismo non è solo divertimento: è empowerment. Donne come Scanagatta lo usarono per accedere a ruoli maschili.
Uomini lo adottano per esprimere femminilità, come nei drag show moderni al Teatro Elfo Puccini.
Milano, con la sua Fashion Week, promuove collezioni unisex, eredi del travestitismo.
Nel 2025, il primo Trans Pride milanese ha commemorato la legge 164, con elementi di travestitismo nelle performance.
Questo evento mostra l'evoluzione: dal travestitismo nascosto a celebrazione pubblica.
In conclusione, il travestitismo a Milano è una tela storica di ribellione e creatività.
Dall'era napoleonica agli anni '80, ha modellato identità.
Oggi, in una città cosmopolita, continua a ispirare.
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Grazie per aver letto. Alla prossima!
(Conta approssimativa: 30 righe, divise in paragrafi brevi per leggibilità blog.)